Immaginava la sua anima come un quieto villaggio saccheggiato e disperso dall’invasione selvaggia di una vertiginosa quantità di immagini, sensazioni, odori, suoni, dolori, parole. La morte che simulava, a vederlo era il risultato paradossale di una vita esplosa. Un caos irrefrenabile era ciò che crepitava sotto il suo mutismo e la sua immobilità.
Live the moment
La sagacia non mi ha mai abbandonata, l’intelligenza più volte, lasciando il posto alla stupidità emotiva.
Ammiro il genio e l’eccellenza però, di qualunque natura essi siano. Stimolano dentro di me una sorta di accanita competizione verso la parte mediocre del mio essere che mira all’annientamento delle cellule imperfette.
Ad un certo punto della mia vita, mi resi conto che non avevo lasciato nulla di intentato.
Spesso, io faccio follie
